Sanzioni penali tributarie: cambiano le regole in materia di ritenute d’acconto non versate

Lo schema di decreto legislativo sulla riforma del sistema sanzionatorio varato in data 3 Settembre dal Consiglio dei Ministri prevede diverse modifiche in materia di sanzioni amministrative e penali.

Una delle modifiche più rilevanti è rappresentata dalla circostanza che la fattispecie penale prevista dall’art. 10-bis del D. Lgs . 74/2000 scatterà in ogni caso indipendentemente dall’aver certificato le ritenute d’acconto ai propri sostituti di imposta.

Sarà infatti necessario l’omesso versamento di ritenute dovute in misura superiore alla nuova soglia (che verrà alzata da 50 mila a 150 mila euro) per ogni periodo d’imposta. In base alle nuove previsioni il reato disciplinato dall’art.10 bis sarà in ogni caso agganciato all’omesso versamento di ritenute dovute sulla base della dichiarazione annuale dei sostituti di imposta o comunque dalla certificazione che viene rilasciata ai sostituti.

Previsto anche l’inasprimento della pena in caso di omessa dichiarazione dei sostituti di imposta (art. 5 del D. Lgs 74/2000) con inalterato il valore soglia pari a 50 mila euro di ritenute non versate. Al tempo stesso verrà incrementata la soglia di ritenute annue che non versate per configurare il reato (da 50 mila si passerà a 150 mila euro).

In base alle tempistiche dichiarate dal governo il decreto legislativo dovrebbe essere varato dopo la scadenza fissata per l’invio del modello 770/2015, e di conseguenza tale dichiarazione sarà l’ultima dichiarazione che presenterà i vecchi limiti in materia di reati penali.

Tutto ciò in base a quanto enunciato del principio penale del “favor rei”; e pertanto visto che si tratta di una norma peggiorativa in grado di ampliare le fattispecie sanzionabili le omesse ritenute dell’anno 2014 non certificate, dovranno in ogni caso sottostare a quanto attualmente stabilito dall’art. 10 bis del D. Lgs 74 del 2000 (certificazione delle ritenute non versate quale elemento caratterizzante del reato in oggetto). Di conseguenza molti consulenti che si trovano ad avere a che fare con ritenute d’acconto non versate preferiscono non effettuare l’invio delle certificazioni.

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